PROCESSI DI OSMOSI DELL’ACQUA, RIVOLUZIONE O PRATICA COMMERCIALE SCORRETTA?

Sanità e Salute

L’acquisto di impianti ad osmosi inversa per il trattamento domestico dell’acqua potabile, sta interessando migliaia di consumatori. Alcune clausole facenti capo al contratto posto in essere dalla società Acque Pure Italia Srl, sembrerebbero presentare alcune fattispecie potenzialmente vessatorie.

I contratti di cui sopra, prevedono infatti che “il recesso dal presente contratto di fornitura comporta per il cliente/richiedente una spesa pari a euro 290,00 a titolo di compartecipazione alle spese della Fornitrice. Qualora il recesso avviene per un impianto già installato comporta una spesa per il cliente/richiedente pari a euro 590,00 a copertura dei costi sostenuti dalla Fornitrice per l’installazione e il ritiro e per l’impossibilità della Fornitrice di riutilizzare lo stesso impianto”

Questo rappresenterebbe per il consumatore un limite nell’esercizio del diritto di recesso, andando in contrasto con l’art. 52 del Codice del Consumo. L’Autorità Garante potrà dunque valutare la conformità a normativa vigente di questa condotta, cercando di capire se realmente potrebbero profilarsi delle violazioni del Codice del Consumo. Si dovranno poi, in tal caso, porre in essere, tutti i provvedimenti necessari per far sì che venga posta in primo piano la tutela dei consumatori.