NUOVE NORME UE SU USO ANTIBIOTICI IN ALLEVAMENTI

29 Ott 2018 | Alimentazione, Sanità e Salute

Il semestre europeo a guida olandese, paese particolarmente sensibile ai temi Green e Bio, è concentrato, in questa fase, sul miglioramento delle condizioni degli allevamenti animali europei. La strada scelta per centrare l’obiettivo mette nel mirino l’uso eccessivo di antibiotici su animali d’allevamento. Il Ministro olandese dell’agricoltura, Martijn Van Dam, ha annunciato dura lotta alla resistenza antibiotica. Il Parlamento di Strasburgo ha approvato nuove norme in materia. Tra le disposizioni, si legge che gli antibiotici non devono essere utilizzati per migliorare la produttività o compensare alla scarsa cura dell’animale ma, solo se necessari, su prescrizione del veterinario, in casi ad alto rischio d’infezione. La nuova legislazione riduce, dunque, l’uso di antibiotici negli allevamenti. Uso che si riflette sugli esseri umani, provocando resistenza ai farmaci. Le nostre difese immunitarie s’indeboliscono a causa dell’assuefazione che rende i farmaci, destinati all’uso da parte degli esseri umani, inefficaci. La Commissione europea, inoltre, ha ricevuto mandato per la selezione di farmaci ad esclusivo uso dell’uomo, al fine di preservarne la specificità e lo sviluppo di agenti patogeni resistenti. A partire dal 2022, saranno proibiti i trattamenti profilattici di gruppo, attraverso acqua o mangime. I dati riguardanti il nostro Paese non sono molto incoraggianti. Alcune ricerche hanno evidenziato che il 71% degli antibiotici venduti viene usato negli allevamenti. Siamo sul gradino più basso del podio, insieme a Spagna e Germania, come utilizzatori di antibiotici su animali d’allevamento in Europa. I rischi stimati sono di 25000 morti l’anno provocate da infezioni molto resistenti, per un danno calcolato in 1,5 miliardi di euro.