EMERGENZA RIFIUTI ROMA, ANTITRUST APRE INCHIESTA SU GARE DESERTE

Trasporti

L’emergenza rifiuti a Roma continua. L’AMA, l’azienda dei rifiuti capitolina, ha rilasciato dei dati che fotografano una situazione impietosa: dal settembre 2017, mese in cui la differenziata era al 44,3%, al dicembre 2018, in cui la differenziata è giunta al 45,3%, si è avanzati solo di un punto percentuale e, nel frattempo, la produzione totale di rifiuti è cresciuta. L’indifferenziato, che a Roma non ha una destinazione sicura, è aumentato rispetto allo scorso anno. Per far fronte a questa emergenza, AMA ha recentemente bandito due gare, andate entrambe deserte. L’azienda romana metteva sul piatto, rispettivamente, 105 e 188 milioni di euro per lo smaltimento di circa una tonnellata e mezzo di rifiuti indifferenziati, ossia l’eccesso che gli impianti di smaltimento di Roma non sono riusciti ad eliminare, anche a causa dell’incendio che ha mandato KO il Tmb di Via Salaria.

Il sospetto del Garante verte sulla possibilità che le società private fornitrici di AMA abbiano costituito un cartello, nonostante le basi d’asta fossero più vantaggiose di precedenti aggiudicazioni dei medesimi servizi, mandando deserta l’asta per far schizzare in alto i prezzi delle prestazioni richieste. Le ispezioni della Guardia di Finanza e dell’Antitrust sono già state avviate e l’istruttoria terminerà il 31 dicembre. E’ necessario fare in fretta per risolvere una crisi che vede Roma, in quasi la totalità dei suoi quartieri, con cassonetti strabordanti e sacchetti per terra. Un primo accordo è stato siglato con la società che gestisce il Tmb di Aprilia, la Rida Ambiente, per lo smaltimento di 400 tonnellate d’indifferenziato. Si prevede un aumento della TARI, nonostante il Campidoglio avesse stabilito un blocco della tariffa anche per il nuovo anno.